Vacanza: il tempo vuoto

Agosto, tempo di vacanza: il tempo vuoto. Molti di noi partiranno per il mare, la montagna, forse un viaggio. Altri rimarranno a casa, ma pur sempre in pausa dal lavoro.

Il termine “vacanza” deriva da vacante, participio presente del verbo vacare, voce dotta dal latino vacāre essere vuoto, libero, non occupato. Dunque tempo di vacanza significa tempo vuoto, libero, non occupato dal lavoro, non occupato da tutte quelle attività che quotidianamente durante l’anno ci vedono impegnati in un susseguirsi ritmico e costante di cose da fare e liste da portare a termine.

Ma siamo davvero capaci di lasciare spazio e tempo vuoti, di concederci tempo in cui non programmare, non avere impegni? Siamo davvero capaci di concederci questa libertà?

O tendiamo anche in vacanza a programmare, riempire la giornata con attività e mettere a frutto ogni secondo del “tempo libero”? Molto spesso succede che non si riesca davvero a lasciarsi andare al vuoto e alla libertà del non avere impegni. Lasciare lo spazio e il tempo vuoti ci sembra uno spreco.

Al contrario di quanto siamo abituati a credere vuoto non è sinonimo di povero, di inutile, il tempo vuoto è al contrario tempo prezioso che dovremmo imparare ad apprezzare e coltivare, sicuramente in vacanza, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Il tempo vuoto è un tempo in cui si crea lo spazio per il nuovo.
Il tempo vuoto è un tempo in cui trovano terreno fertile la creatività, le idee, i nuovi progetti.
Il tempo vuoto è un tempo in cui possiamo imparare ad ascoltarci, a conoscerci meglio, ad entrare in sintonia con noi stessi e i nostri desideri.

Il tempo vuoto è un tempo dunque ricco e produttivo. Un tempo prezioso. Non bisognerebbe davvero lasciarsi sfuggire l’opportunità di farne il giusto uso.

Ma come fare per riconquistare il vero significato della vacanza e coltivare il tempo vuoto, lasciandolo appunto tale?

Come tutte le cose che non siamo abituati a fare la strategia migliore è quella di procedere a piccoli passi.

Iniziamo dal ricavarci 30 minuti al giorno di tempo e spazio da non riempire. Usiamo quei 30 minuti per stare con noi stessi. Non dobbiamo per forza stare sul divano. Possiamo stare con noi stessi facendo una passeggiata, un giro in bicicletta o un bagno al mare. Non programmiamo, ma stiamo in ascolto di noi stessi. Se ci sono pensieri ascoltiamoli, senza giudizio e osserviamo. Se non ci sono pensieri osserviamo e ascoltiamo il silenzio.

Proviamo a praticare questo spazio vuoto per il periodo delle vacanze. Se avrete voglia di prolungare i 30 minuti fatelo pure, con naturalezza e senza porvi limiti, siete in vacanza.

Se sarete autenticamente capaci di lasciarvi andare alla libertà dello spazio e tempo vuoto sperimenterete momenti preziosi di conoscenza di voi stessi, potrebbero emergere idee nuove, desideri inaspettati e potrebbe essere il momento giusto per mettere in cantiere nuovi obiettivi personali o professionali su cui iniziare a lavorare.

Rimarrete sorpresi.

Dunque se il tempo vuoto è cosi ricco di benefici, perché relegarlo alla vacanza? Perché non portare questi benefici nella vita di tutti i giorni?

Al rientro dalla vacanza non perdete questa buona abitudine che avete appreso. Dedicatevi un tempo vuoto ogni giorno, fatela diventare una pratica quotidiana di connessione profonda con voi stessi. Basta davvero poco per dare ascolto alla nostra voce interiore, ma i cambiamenti che questo ascolto porta con se sono davvero grandi.