Un nuovo modello di leadership

Roberto Mancini, CT (commissario tecnico) della nazionale italiana di calcio come un nuovo modello di leadership cui ispirarci, chi lo avrebbe mai detto?
L’11 luglio 2021 è una data che passerà alla storia nel mondo calcistico, ma non solo. La nazionale di calcio italiana ha vinto il campionato europeo dopo 53 anni. E’ solo una vittoria calcistica? Io credo che sia il trionfo di un nuovo modello di leadership che Roberto Mancini ha saputo mettere letteralmente in campo in modo esemplare.
Ci sono alcuni elementi chiave che abbiamo potuto osservare nella gestione del team da parte di Mancini, elementi che me lo fanno definire a tutti gli effetti un nuovo modello di leadership:

  1. Un leader misurato, senza smanie di protagonismo, senza eccessi decisionisti.
  2. Competenza diffusa, dove la diversità, lungi da causare distonia, converge dentro un tipo di gioco condiviso. Un ambiente squadra in cui tutti si possono esprimere al massimo di quel che possono dare: diversità ed inclusione camminano insieme.
  3. Spirito di squadra, equilibrio tra le aspirazioni individuali e gli obiettivi comuni. Creare senso di appartenenza, condivisione di un progetto, di uno scopo, quello di vincere naturalmente, ma anche e in primo luogo quello di costruire un clima positivo in cui bisogna prima di tutto divertirsi.

Una squadra così come un’organizzazione o un’azienda può essere formata da fenomeni, dai migliori esperti del settore, da menti eccelse, ma se manca una forte identità condivisa da parte dei singoli manca un aspetto fondamentale, l’anima della squadra, il cuore pulsante.

Quell’anima che ha tenuto in piedi i giocatori di Mancini nei momenti di fatica, di stanchezza fisica, di sconforto di fronte ad uno stadio, quello di Wembley, vestito di bianco per tifare Inghilterra, quel cuore pulsante che ha fatto rialzare e lottare uniti gli 11 fino a conquistare il titolo di campioni d’Europa.

Ecco la grande differenza che una leadership sana ed equilibrata può fare. Ecco quello che Mancini ha portato nella nazionale con un nuovo modello di leadership.

Il leader ha una grande responsabilità, ma anche un grande onore a mio parere, quello di poter essere

un punto di riferimento, un mentore, un sostegno emotivo per i suoi giocatori o dipendenti.

Può veramente fare la differenza nelle sorti e nel futuro della squadra o azienda.

Mi piacerebbe che il modello che ci ha offerto in questi europei Roberto Mancini diventasse veramente un role model cui ispirarci,

un nuovo modello di leadership cui guardare per costruire il futuro delle organizzazioni e delle aziende.

Sono sempre più numerosi i leader che puntano a questo nuovo modello e che ricorrono al supporto di un coach per affrontare questa trasformazione. In quanto coach mi sento onorata di poter partecipare a questa rivoluzione epocale.