Che cos'è il Coaching

Il Coaching è oggetto di crescente attenzione e interesse, ma c’è ancora molta confusione su cosa sia. Vediamolo insieme. Partiamo dalla normativa, la Norma UNI 11601:2015 lo definisce cosi: “Il Coaching è un processo di partnership finalizzato al raggiungimento degli obiettivi definiti con il Coachee (e con l’eventuale committente). L’agire professionale del Coach facilita il Coachee nel migliorare le prestazioni professionali e personali mediante la valorizzazione e il potenziamento delle sue risorse, capacità personali e competenze. Queste influenzano il potenziamento dei risultati e più in generale del benessere del Coachee.”

A me piace definirlo come “un metodo di sviluppo della persona, basato sull’individuazione e l’utilizzo delle potenzialità, per il raggiungimento di obiettivi autodeterminati, attraverso un piano d’azione”.

Esistono diversi tipi di coaching, possiamo individuare tre macro aree:

Perché il Coaching funziona

Molte persone si chiedono “ma il Coaching funziona davvero? Perché dovrei intraprendere un percorso di Coaching?”
Chiaramente avendo scelto questa professione non posso che sostenerla e avvalorarla, ma non si tratta, per fortuna, solo della mia opinione, è la scienza che parla. Tre assunti di base e le loro spiegazioni:

1. Il Coaching funziona.
Perché? Ce lo spiegano le neuroscienze.
Avete mai sentito parlare di neuroplasticità del cervello? Si tratta della capacità del cervello di cambiare. Il Coaching rappresenta un incredibile alleato della neuroplasticità, poiché stimola la creazione di nuovi percorsi neurali, in grado di porre le basi per cambiamenti duraturi nell’individuo. Ecco spiegato anche perché il Coaching crea capacità e metodo nell’individuo, non dipendenza.
La neuroplasticità aiuta anche a spiegare perché sia difficile effettuare un cambiamento efficace e duraturo autonomamente: il cervello tende a fare ciò che è più facile per risparmiare energie, perciò tendiamo di default alle vecchie abitudini perché quei percorsi neurali sono ben sviluppati, conosciuti e comodi. Avere un allenatore, un Coach, aiuta a mantenerci in carreggiata mentre stiamo costruendo nuove abitudini e ci stiamo aprendo a nuove visioni.

2. La pratica del Coaching mette l’individuo in una dimensione in cui si raggiungono più facilmente cambiamento e crescita personale.
Perché? Il Coaching “attrae” stati emotivi postivi, creativi e innovativi, nei quali cambiamento e crescita dell’individuo avvengono con maggiore fluidità e minore sforzo.
Il Coach, “come un allenatore”, facilita la predisposizione dell’individuo ad uno stato in cui il suo cervello è più aperti all’apprendimento, alla visione, alla crescita e all’evoluzione positiva.
Gli strumenti e i principi del Coaching professionale sono progettati per attivare intuizione, consapevolezza, comprensione profonda e per supportare il cliente nella creazione di connessioni durature nel proprio cervello.

3. Il Coaching è uno strumento efficace per il raggiungimento di obiettivi personali e professionali.
Perché? Il Coaching crea un cervello interconnesso.
La pratica del Coaching utilizza strumenti che stimolano nell’individuo la creazione di connessioni cruciali tra le varie parti del cervello: creando una visione d’insieme completa (una visione integrata della realtà) genera maggiore chiarezza, focalizzazione ed efficacia decisionale e d’azione da parte dell’individuo.

Gli strumenti del Coaching

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Attraverso quali strumenti il Coach può facilitare il percorso di raggiungimento degli obiettivi?

Cosa si può ottenere con il Coaching

Innanzitutto un cambiamento: la chiave di accesso a nuovi modi di vedere le cose, nuove opportunità e orizzonti possibili, in un processo di consapevolezza.

E non meno importante il metodo per raggiungere tali mete in autonomia, attraverso le proprie risorse, punti di forza e potenzialità, che spesso si trascura di avere a disposizione. Il Coaching rende autonomi, non crea una dipendenza dal Coach.