Ottobre rosa

Ottobre rosa: il mese dedicato alla campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno.

Mi tingo di rosa anche io e dedico il blog di oggi a questo tema, perché la sensibilizzazione passa dall’informazione, dall’educazione e dalla divulgazione.

Il tumore al seno è la tipologia più frequente nel sesso femminile e colpisce circa 1 donna su 8 nell’arco della vita. Secondo i dati della Fondazione Umberto Veronesi, nel 2019 sono stati registrati 53.500 nuovi casi. E se il tasso di sopravvivenza è dell’87% (in costante aumento), l’ottobre rosa serve a farci riflettere sull’importanza della prevenzione. E del prenderci cura di noi stesse, specie considerando che il 5-7% dei casi di tumore al seno è ereditario.

Ci prendiamo abbastanza cura di noi stesse?

La cura passa dai piccoli gesti e dalle attenzioni quotidiane:

  • alimentazione (Una dieta sana e corretta può davvero migliorare il nostro stato di salute. In particolare, è stata dimostrata una correlazione tra obesità e incidenza del cancro al seno da non sottovalutare)
  • attività fisica (il rischio di ammalarsi diminuisce del 15-20% in chi svolge regolarmente sport)
  • prevenzione: esami periodici in assenza di ogni segno della malattia, infatti, permettono di intercettare il tumore e iniziare le cure.

Inoltre dobbiamo essere coscienti che il tumore può colpire anche le più giovani, la prevenzione e’ importante per tutte noi, tutte dobbiamo sentirci chiamate a fare del nostro meglio per la nostra salute, è nostra responsabilità.

Ci sono numerose iniziative durante questo mese, nate anche per raccogliere fondi a sostegno della ricerca.

Ho partecipato ad alcune iniziative sportive organizzate da IEO Monzino. A fine allenamento alcune giovanissime ragazze (meno di 30 anni e trainer tra l’altro, questo ci dice molto su quanto la prevenzione sia importante nonostante da fuori possa sembrare tutto a porto) hanno raccontato la loro storia, la scoperta della malattia, il periodo di cure, le paure iniziali e la grinta di volercela fare, la forza per affrontare una sfida grande come una montagna, quando hai meno di 30 anni e da un giorno all’altro il tuo mondo passa da “dove andiamo a cena stasera” a “quanti prelievi devo fare oggi”.

Ragazze che ce l’anno fatta, grazie al sostegno di medici impegnati, strutture ospedaliere d’avanguardia, grazie all’unione delle forze e alla condivisione di un sogno, quello di tornare a vivere la loro vita, ragazze che oggi sono raggianti e piene di entusiasmo e portano avanti questa campagna, che urlano questo messaggio, per farsi sentire forte da tutte noi.

L’ascolto di queste storie è stata un’esperienza che mi ha dato molto, non è arrivato solo un messaggio di sensibilizzazione verso la prevenzione, ma anche un messaggio di coraggio, forza e amore per la vita, cosi grande che nulla può ostacolarlo.

Sono davvero grata che al mondo ci siano persone così generose da condividere la loro esperienza di dolore per passare messaggi positivi e di forza: questi sono i role models che meritano le nuove generazioni!