I draghi esistono

Billy Bixbee è il protagonista di una favola che si intitola There’s No Such Thing As a Dragon, I draghi esistono, scritta da Jack Kent.

Billy una mattina si sveglia e trova un drago addormentato sul suo letto. Ne parla con la madre, ma lei gli dice che i draghi non esistono. Il drago allora comincia a crescere, fa fuori la colazione di Billy e in breve tempo occupa tutta la casa. Per fare le pulizie la mamma ci mette una vita perché il drago occupa tutto lo spazio a disposizione e lei deve passare da una stanza all’altra uscendo e rientrando dalle finestre. Poi il drago scappa via con tutta l’abitazione. Il papà di Billy torna a casa e al suo posto trova solo uno spazio vuoto; è il postino a raccontargli che fine ha fatto. L’uomo allora parte all’inseguimento, trova il drago, gli si arrampica su per la schiena e ritrova la moglie e il figlio. La madre si ostina a dire che il drago non esiste, ma Billy che ormai non ne può più, insiste che il drago c’è. Immediatamente questi comincia a ridimensionarsi e ben presto ritorna della grandezza di un gatto. Tutti quindi concordano che i piccoli draghi esistono e sono preferibili a quelli giganteschi. La mamma, che seppur con riluttanza ha aperto gli occhi, domanda mestamente perché il drago sia cresciuto tanto, al che Billy risponde tranquillamente: “Forse voleva farsi notare”.

Questa è la morale di moltissime storie che vedono protagoniste le nostre relazioni, personali, professionali, familiari.

La trovo calzante per rappresentare quello che molto spesso succede nelle imprese di famiglia.

Nelle imprese di famiglie le dinamiche familiari, le dinamiche aziendali e le dinamiche di proprietà convivono sotto lo stesso tetto e come a casa di Billy Bixbee, il caos emerge poco alla volta. I non detti, i conflitti irrisolti, le situazioni trascurate si accumulano. Si nasconde lo sporco sotto al tappeto e il drago si abbuffa di briciole. Nessuno dice nulla e intanto l’atmosfera condivisa e l’ordine faticosamente raggiunto si rivelano pian piano inadeguati o si disintegrano di fronte a un imprevisto o a una situazione straordinaria.

Il drago cresce e un giorno erompe, assume una forma impossibile da ignorare, strappa la casa dalle fondamenta. Si trasforma in un passaggio generazionale gestito superficialmente, in un imprenditore che incoraggiato dai successi ottenuti in passato si convince che il modello di gestione adottato fino a quel momento sia il segreto del successo e che quindi non debba essere cambiato, in un fondatore che non sa o non vuole lasciare e trascina con se nel declino fisico anche l’azienda, in nuove generazioni incapaci di gestire responsabilità manageriali che gli sono state attribuite senza richiesta ma a cui non sono stati capaci di dire di no.

Il drago assume proporzioni economiche e psicologiche enormi.
I problemi evitati irrompono come il diluvio universale e sommergono tutto, peccato che manchi l’arca, perché nessuno l’ha costruita.

Non bisogna mai sottovalutare il potere distruttivo dei peccati di omissione.

Quando mancano tradizioni familiari consolidate, storia e valori, metodo e regole, visione e strategia sono possibili tre scenari: la schiavitù, la tirannia o il patteggiamento.

  • Lo schiavo fa solo ciò che gli ordinano, forse persino contento di scrollarsi di dosso le responsabilità. Ma è una soluzione temporanea, a un certo punto il suo spirito si ribella.
  • Il tiranno si limita a dire allo schiavo cosa deve fare mantenendo la sua percezione di potere assoluto. Ma è una soluzione temporanea, a un certo punto il tiranno si stanca dello schiavo, da lui riceve solo un’obbedienza prevedibile e rassegnata.
  • Bisogna scendere a patti, ma prima tutti devono riconoscere che il drago esiste.

Affrontare il caos, le conflittualità irrisolte, i problemi inespressi e trasformarli in ordine.

Tutto, se chiarito e dichiarato diventa visibile. E ciò che è visibile si può mettere in ordine.

E’ necessaria un’azione volontaria di consapevolezza, considerazione e presa di responsabilità.

Il buon funzionamento della “macchina” impresa di famiglia dipende da una faticosa manutenzione: un apparecchio danneggiato continua a funzionare male se i problemi non vengono individuati e risolti.