Energy management

Lavori H24? Hai la sensazione che il lavoro non finisca mai? Sei stanco di ripetere “non ho tempo”, “sono privo di energie”, “sono scarico”? Tempo ed energia sono elementi fortemente correlati tra loro. Ma il tempo è limitato mentre l’energia è rinnovabile.

Eppure la maggior parte di noi risponde all’aumentare delle pressioni lavorative con un aumento delle ore di lavoro, con conseguenti tempi sempre più stretti per la propria vita personale.

Il costo che questo ha sulle nostre vite è stress crescente, insoddisfazione per le proprie performance, senso di colpa, perdita di entusiasmo e motivazione.

Ci sentiamo intrappolati in un circolo ripetitivo senza sosta al quale non sembra esserci alternativa.

L’alternativa invece esiste, si tratta di cambiare il nostro approccio.

Il vero nemico delle alte prestazioni non è lo stress.

Il punto sono le energie: l’assenza di un recupero di energie disciplinato e intermittente è il vero ostacolo.

Dobbiamo imparare a gestire le nostre vite non in termini di time management (gestione del tempo) ma in termini di energy management (gestione delle energie).

Proprio come accade nel mondo dello sport: puntare a un’efficace gestione dell’energia volta al miglioramento delle performance è la chiave di svolta.

Pensa che bello svegliarsi la mattina carichi di energia e contenti di andare a lavoro. E tornare a casa la sera ancora energici, brillanti, e avendo portato a termine tutti i tuoi compiti in tempo.

Sembra impossibile? Invece no, sta a noi scegliere di cambiare le cose.

Sei pronto a fare un cambio mentale?

  • Smetti di cercare il work life balance: rincorrere un illusorio equilibrio tra vita lavorativa e vita privata in termini di quantità di tempo dedicata all’una e all’altra è una delle attività più stressogene che compiamo, dobbiamo abbandonare questa prospettiva.
  • Sostituisci il work life balance con l’energy balance: dobbiamo imparare a trovare un equilibrio tra le situazioni che ci richiedono impiego di energia e le situazioni che rappresentano fonti di energia, tra IN e OUT di energia.

Per recuperare energia non serve una grande quantità di tempo, recuperare energia non significa riposare o dormire, nessuno di noi ne ha il tempo.

L’energia la attiviamo e la perdiamo in frazioni di secondi.

La sfida e identificare le nostre fonti di energia e monitorare il nostro stato psicofisico per capire quando siamo in carenza di energie, per provvedere a recuperarle.

Ma quali sono dunque le fonti di energia?

L’energia fisica come si vede dall’immagine è quella quantitativamente più importante. Eppure è la più sottovalutata quando pensiamo a noi stessi in termini lavorativi. A lavoro siamo abituati a percepirci come “mezzo busto”, dalla testa in su, diamo poco valore al corpo fisico.

Il corpo è il nostro più grande fornitore di energia. Un corpo sano e attivo genera focus, lucidità, concentrazione e creatività.

Pensate a quanta fatica facciamo a fare un’attività semplice come scrivere una mail o produrre un documento quando abbiamo un forte mal di testa o mal di denti: questo dovrebbe farci riflettere sull’influenza dello stato del corpo sulle performance lavorative. Prendersi cura dell’energia fisica diventa dunque essenziale.

Come fare a mantenere e recuperare l’energia fisica:

  • Esercizi di respirazione: bastano pochi minuti di focus sulla respirazione, alternando profonde inspirazioni (3 secondi) ed espirazioni(6 secondi) per ritrovare la concentrazione e la connessione con se stessi
  • Praticare dei regolari recovery break: ogni 60/90/120 min. (bastano pochi minuti)
  • Riposo regolare: non e’ vero che bastano 4/5 ore di sonno, dormire 7/8 ore e’ essenziale al recupero
  • Muovere il corpo: esercizio fisico regolare 2/3 volte a settimana sarebbe ideale, ma in assenza troviamo almeno degli escamotage per muovere il corpo, facciamo le scale, delle passeggiate, mettiamo la nostra musica preferita e balliamo: muovere il corpo attiva energia e favorisce le nostre performance

La seconda fonte essenziale di energia è l’energia emotiva.

Facciamo una prova? Prova a chiudere gli occhi e a pensare a una tua grande passione. Scrivi su un foglio tre emozioni che ti genera. Io per esempio ho la passione per la pittura e nel pensarci le emozioni che mi suscita sono gioia, libertà e meraviglia.

Che cosa è successo alla tua energia pensando alla tua passione, la mia è salita immediatamente.

Le emozioni positive generano energia. Dunque è fondamentale coltivarle.

Ecco alcune pratiche:

  • Positive peering: circondiamoci di persone positive, solari che ci trasmettono pace e serenità.
  • Gratitudine: coltivare la gratitudine (scrivi tre cose di cui sei grato ogni sera su un diario) ci costringe a focalizzarci sulle cose positive che abbiamo nella nostra vita, generando energia.
  • Mi piace di te: esprimiamo il nostro apprezzamento per le cose positive che fanno gli altri, anche le piccole cose (una mail scritta bene, un’organizzazione degna di nota,…), riconoscere il positivo che è negli altri ci aiuta a vedere il positivo che è in noi, aumenta la nostra autostima e genera energia.

Se è vero che le emozioni positive generano energia positiva, è altrettanto vero che le emozioni negative hanno invece un costo energetico, dunque è bene trasformarle quando ci imbattiamo in esse.

Come?

Ecco una valida tecnica, la tecnica delle tre lenti, un vero e proprio reframe della situazione negativa:

  • Lente che allunga: che effetto avrà questa cosa sulla mia vita tra un mese, un anno, dieci anni?
  • Lente che allarga: a prescindere da come è andata questa cosa, che cosa posso imparare, che cosa mi insegna, che opportunità posso cogliere?
  • Lente inversa: mettiamoci nei panni dell’altra persona, che cosa penserà? che emozioni starà provando? E se fossi io al suo posto?

Dunque imparare a rigenerare le nostre energie e capire quando ne abbiamo bisogno è la chiave di svolta per trovare un sano equilibrio nelle nostre vite.

Dobbiamo smettere di vedere la nostra vita come una maratona, una corsa in cui essere in emergenza lavorativa H24 e iniziare a vedere la vita come una serie di scatti, alternati a recuperi. Oscillare tra performance e recupero. Proprio come fa l’atleta.