Ansia da pandemia

L’ansia da pandemia è un fenomeno diffuso e in crescita.

Siamo appena entrati in una nuova ondata pandemica, la quarta in due anni e sempre più persone manifestano sintomi come insofferenza, preoccupazione cronica, nervosismo, paura, demotivazione, passività, spossatezza fisica, insonnia e ansia per il futuro.

Tutti sintomi dell’ansia da pandemia, la cosiddetta Pandemic Fatigue, come l’ha definita l‘Organizzazione Mondiale della Sanità, una particolare condizione fisica e psicologica che in estrema sintesi di manifesta quando

si “viene sopraffatti dall’ansia, perché viviamo in una costante situazione di allerta e preoccupazione”.

Quanti di voi si sentono sopraffatti da queste sensazioni, da questo stress pandemico?

I motivi sono chiari, diamo un occhiata ai più evidenti e proviamo a guardarli in faccia e a ridimensionarli:

  • Incertezza per il futuro: l’assenza di certezze e i continui nuovi cambi di rotta del virus e di conseguenza delle norme sociali ci destabilizzano
    Cosa fare? Pensiamoci bene: il futuro è per sua stessa natura incerto, pandemia o no. E nella sua incertezza è la sua bellezza, è la sua natura aperta e imprevedibile che lo rende cosi speciale. Nel non noto è racchiusa la possibilità, l’opportunità, l’occasione. Allora proviamo a vedere questa incertezza come una apertura e ad iniziare a disegnare il futuro che desideriamo e a piccoli passi a muoverci verso di esso.
  • Martellamento mediatico: siamo letteralmente bombardati da notizie sugli andamenti della pandemia, notizie allarmanti, negative, che creano panico e disorientamento.
    Cosa fare? Bene informarsi, ma non sovraesponiamoci, non diventiamo ossessivi e pronti a dare per buone  tutte le notizie che ci arrivano. Ricordiamoci che lo scopo principale dei media è fare audience e per avere numeri alti, titoli sensazionali, immagini sconcertanti e parole catastrofiche sono statisticamente elette come migliori attrattori. Alla luce di questo impariamo a smontare la spettacolarizzazione che spesso c’è dietro l’informazione mediatica e diamole il giusto peso e spazio nella nostra vita.
  • Tutti tuttologi: molte, troppe notizie ci arrivano da fonti poco attendibili, troppe persone si sentono autorizzate a diffondere pareri non scientifici che vengono spesso sovrastimati, creando panico e confusione. I canali social rendono la diffusione di questi pareri assai semplice, col rischio di accrescere ansie e timori inutilmente.
    Cosa fare? Selezionare le fonti che decidiamo di leggere o ascoltare è fondamentale. Il valore delle informazioni ha come unica attendibilità la fonte da cui queste provengono: pareri o “teorie” basate su credenze personali seppur diffuse non costituiscono un’alternativa alla competenza scientifica, per questo ricordiamoci di non confondere “pareri” con giudizi scientifici.
  • Lessico pandemico: il nostro lessico è cambiato negli ultimi due anni, abbiamo introdotto termini che prima non sapevamo esistere, tecnicismi e metafore sono entrate nel nostro linguaggio comune, tutte a ricordarci costantemente che la pandemia è qui, presente, come un’ombra che ci segue. Virus, contagio, focolaio, assembramento, tampone, sintomi, incubazione, quarantena, mascherina, isolamento, positivo, virologi, mutamento, ondata, zona rossa, e così via… memento costante che siamo in guerra, ma ne usciremo e andrà tutto bene, fino alla prossima ondata di contagi… Insomma le parole non ci aiutano!
    Cosa fare? Perché non giocare allo stesso gioco? Arricchire il nostro vocabolario con parole potenti in grado di togliere un po’ di presenza scenica a questo gergo che sa un po’ troppo di ospedale? Coloriamo le nostre frasi con parole dai colori vivi, parole vibranti, energetiche e…non so come altro dirlo…positive! Amore, meraviglia, scoperta, gioia, energia, entusiasmo, progettazione, futuro, sogno, desiderio, possibilità, orizzonte, domani, scelta, queste sono le mie, a voi lo spazio per continuare…
  • Negatività diffusa: così si può riassumere l’aria che respiriamo ultimamente, che arrivi dai media, dalle parole, dalle persone che ci circondano e che spesso facciamo fatica a contrastare, rischiando di essere avviluppati nella nube della negatività e di far parte anche noi del coro.
    Cosa fare? Essere la voce fuori dal coro: focalizziamoci su attività gratificanti, che ci fanno stare bene, creiamoci una routine positiva, energetica e che aggiunga valore alla nostra vita (dedichiamo tempo alla cura di noi, all’attività fisica, alla lettura, alla cura dei nostri animali, al giardinaggio, …), circondiamoci di persone solari, selezioniamo con cura le persone in base all’energia che ci trasmettono ed evitiamo quelle persone che invece ce la tolgono. Diventiamo noi stessi quelle persone solari che possono essere fonte di energia per altri. L’energia positiva è contagiosa, diffondiamola!

Infine, non sottovalutare l’ipotesi di un supporto, una guida che possa aiutarti a superare il momento di difficolta, a riprendere in mano la tua vita e a ritrovare la motivazione e l’entusiasmo!

Chiedere aiuto non è segno di debolezza, al contrario dimostra consapevolezza, saggezza e amore per se stessi.